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Il Fatto: A partire da mercoledì 27 febbraio l’associazione AlterLego non ha più accesso agli spazi adibiti a sala prove all’interno del Liceo Scientifico Peano. Si conclude così uno scontro durato mesi tra il Dirigente Scolastico e il Professore, presidente dell’associazione AlterLego che gestiva la saletta. Riflessione – Non volendo, per il momento, entrare nel merito della questione e delle sue specificità burocratiche, riteniamo però a questo punto inevitabile proporre e condividere una riflessione sulla questione degli spazi pubblici.

Con la premessa che le molteplici e variegate modalità di gestione di tali spazi rimangono per noi sempre una ricchezza, tuttavia, ci sono degli elementi dai quali riteniamo non si possa prescindere.
Uno spazio pubblico è tale se e solo se è partecipato, prevede una gestione condivisa delle risorse che offre e dei progetti che lo animano. Non può esserci invece una gestione personalistica che, seppur in buona fede, possa decidere se “aprire o meno al territorio”. Gli spazi pubblici SONO del territorio.
Purtroppo l’occulta personalizzazione della res publica continua ad essere all’ordine del giorno e troppo spesso le giovani generazioni crescono senza mai aver avuto la possibilità di sperimentare differenti tipologie di gestione. Le vere vittime di questo malcostume sono proprio i giovani, costretti nel ruolo di spettatori in ogni componente della propria vita.

Tale fenomeno si palesa in particolare proprio nelle scuole, gestite ormai in maniera ‘feudale’ da parte dei Dirigenti Scolastici che, assumendone un potere quasi assoluto, ne svuotano il senso più profondo.
Oggi sembra quasi impossibile anche solo immaginare uno stato di cose diverso, mentre noi pretendiamo che si parli sin da ora di una diversa gestione degli spazi che viviamo ogni giorno, vogliamo assumere insomma un ruolo da protagonisti.
Per fare ciò è necessario, quindi, promuovere una coscienza di quello che è uno spazio pubblico, al fine di poterlo valorizzare al meglio e renderlo definitivamente ai suoi unici proprietari, cioè a TUTTI.